Se c’è un posto al mondo dove la morte viene celebrata con gioia, arte e profondissima umanità, è Città del Messico durante il Día de los Muertos.
Abbiamo sempre sentito parlare di questa festa dai toni surreali e affascinanti, ma viverla in prima persona è tutta un’altra cosa.
In questo articolo vogliamo raccontarti la nostra esperienza diretta, tra sfilate spettacolari, sapori unici e un’atmosfera che non dimenticheremo mai!
Abbiamo scelto di visitare il Messico a fine ottobre proprio per assistere a questa celebrazione straordinaria, uno degli eventi più iconici e autentici del Paese.

Sin da subito l’energia era palpabile: ovunque fiori di cempasúchil, altari coloratissimi (ofrendas), teschi decorati, musica e profumo di pane dolce.
Una delle cose che più ci ha colpito sono stati gli ofrendas, gli altari allestiti in ogni angolo della città: nei musei, nei cortili delle case, nelle piazze.

Ogni altare racconta una storia.
Alcuni sono dedicati ai nonni, altri a personaggi famosi, altri ancora agli animali domestici.
Candele, fotografie, cibo, fiori arancioni: un linguaggio visivo e spirituale che ci ha fatto riflettere molto su come viviamo la memoria nei nostri Paesi.
Sono stati due i momenti in cui ci siamo sentiti parte integrate di questa meravigliosa celebrazione: quello in cui abbiamo messo piede in hotel e quando abbiamo deciso di dipingerci il volto prima di partecipare al tanto atteso Desfile.
Alcuni potrebbero trovarlo macabro, ma per noi è stato davvero emozionante trovare in camera un calaveritas de azùcar con un bigliettino in cui c’era scritto: “Questi piccoli teschi sono dolci tradizionali del Giorno dei Morti. Realizzati in zucchero e decorati con colori vivaci, rappresentano i propri cari defunti. Ognuno porta il nome della persona onorata, ricordandoci che a morte fa parte della vita“.
Impossibile spiegare a parole la nostra commozione 🥹
Dopo aver lasciato l’albergo, ci siamo diretti in centro città dove abbiamo notato centinaia di postazioni di “trucco e parrucco” a tema, letteralmente prese d’assalto da gente in vena di voler far celebrare questa giornata non pensando alla morte ma con la voglia di sorridere alla vita!
Potevamo lasciarci scappare quest’occassione? Giammai!
Così, armati di tanta pazienza, ci siamo messi in fila in attesa del nostro turno.
E dopo aver optato per la classica calaveras messicana, con fiori tra i capelli, dettagli gotici e floreali (io) e l’iconica maschera i IT (Gianluca), ci siamo mescolati tra la gente locale e i migliaia di turisti, trasformando le strade di Città del Messico in una vera e propria passerella di tradizione e creatività 🤩
Uno dei momenti più emozionanti è stato assistere al Desfile del Día de Muertos, la parata che attraversa il Paseo de la Reforma.













Alebrijes coloratissimi, teschi animati, giganteschi carri allegorici, marionette alte metri e danzatori con costumi tradizionali… sembrava di essere dentro un film di animazione in stile Coco – e sì, ci siamo commossi 🥹
Ovviamente ci siamo recati sul luogo d’inizio della parata già qualche ora prima per riuscire a garantirci i posti migliori da dove poter seguire la sfilata e scattare queste bellissime foto.
La gente applaude, balla, canta.

I bambini distribuiscono dolcetti e teschi di zucchero, e ovunque si respira un’aria di festa profonda, legata alla memoria ma anche alla vita.
Ovviamente non potevamo perderci le delizie tipiche della festa!
Il pan de muerto, soffice e profumato, ci ha conquistati subito (l’abbiamo mangiato ogni giorno, senza rimpianti). Lo abbiamo accompagnato con cioccolata calda alla cannella e un bicchiere di atole, una bevanda a base di mais: perfetti per le serate fresche di novembre.
Anche i mercati locali sono una gioia per i sensi: tra decorazioni, dolcetti a forma di teschio, incensi e artigianato, abbiamo fatto incetta di souvenir e piccoli oggetti carichi di simbolismo.
I must have?
Questi teschi coloratissimi… è stato davvero difficile sceglierne solo alcuni!
Tornati a casa, abbiamo ancora addosso i colori, i profumi e le emozioni del Día de los Muertos.
È molto più di una festa: è un modo unico di vedere la vita e la morte, come un ciclo continuo in cui i ricordi tengono vive le persone.
Mascherarci, ballare con perfetti sconosciuti, scrivere messaggi per i nostri cari, condividere storie… tutto ci ha fatto sentire parte di qualcosa di profondo e bellissimo.
Se stai pensando a un viaggio in Messico, fallo a novembre.
Porta con te rispetto, apertura e magari un fiore da lasciare su un altare.
Ti assicuriamo che tornerai con il cuore pieno…
Non è turismo macabro, è una celebrazione d’amore e connessione: un’esperienza che ci ha lasciato senza parole!
E tu ai mai vissuto una celebrazione simile?
Raccontaci la tua esperienza o scrivici se vuoi consigli per organizzare il tuo Día de los Muertos a Città del Messico!
Vanessa
Tutte le mie avventure in giro per il mondo sono scandite da pochi ma importantissimi step: organizzare il viaggio, fotografare qualsiasi meraviglia, scrivere tutto per ricordare e farla vivere anche agli altri.